IL SENSO DELLA FAME E LE SUE SOFFERENZE.

Mangiare è uno dei nostri bisogni innati.

Con la respirazione e la riproduzione, l’alimentazione è presente in ogni essere vivente.

La maggior parte di noi pensa al cibo ogni giorno: cosa cucineremo per cena, cosa dobbiamo acquistare, dove e cosa mangiare fuori, ecc. Questo è ciò che accade alla norma delle persone.

 

È tipico nei periodi di stress che possiamo mangiare meno o molto di più rispetto alla media personale o non avvertire appetito. Per esempio, le perdite (di una persona cara, di un lavoro, di una sicurezza) o un evento traumatico in generale possono indurre una diminuzione o un incremento dell’appetito. Sono comuni, inoltre, sensazioni di nausea e / o vomito durante un periodo particolarmente stressante.

 

Potremmo anche trattenerci dal mangiare certi cibi in periodi di dieta o se scegliamo di seguire un allenamento psicocorporeo salutare. Cambiare abitudini alimentari di volta in volta non è di per sé un atteggiamento sbagliato. Bisognerebbe farlo seguendo obiettivi sani e funzionali che varino da persona a persona e dal periodo, dal qui ed ora, che quella persona vive.

 

Tuttavia, se si sta mangiando di meno o mangiando più di quello che è considerato una dieta equilibrata per l? altezza e il peso, per un lungo periodo di tempo (di solito almeno un anno), questo potrebbe indicare un problema alimentare progressivo che può condurre ad un disturbo alimentare.

 

Qual è la differenza tra un problema alimentare e un disturbo alimentare?

 

Un problema alimentare è un qualsiasi tipo di rapporto con il cibo che trovi difficile.

 

Un disturbo alimentare, invece, è di solito diagnosticato a livello psico- medico, tenendo conto delle tue abitudini alimentari e dei sintomi.

 

I seguenti sono tutti classificati come disturbi alimentari (DCA):

 

Anoressia nervosa

Si manifesta fisicamente in persone (bambini, adolescenti ed adulti) che presentano un sottopeso cronico e un BMI (Indice di Massa Corporea) anormalmente basso.

Calcola il BMI personale.

 

Coloro i quali soffrono di anoressia mantengono basso il loro peso limitando l'assunzione di cibo, servendosi talvolta di purghe e praticando molto movimento fisico. Queste persone spesso fanno di tutto per nascondere o meglio ancora “camuffare” (questo tipo di sofferenza induce a mentire di frequente) il loro comportamento e la loro relazione con il cibo.

Inoltre, si tende ad indossare abiti larghi, ad usare segretamente integratori alimentari che promettono forti cali di peso o lassativi e non è raro che queste persone restino in movimento più del necessario (pesanti ore di sport, lunghissime camminate, iperattività).

 

Un segno tipico di anoressia nervosa è l'immagine distorta che chi ne soffre ha di se stesso, nonostante ciò che familiari ed amici possono rimandargli.

 

I pazienti gravemente sottopeso possono aver bisogno di un intervento medico urgente attraverso il ricovero ospedaliero, per contrastare gli effetti biologici dell'anoressia nervosa sul corpo prima che vengano trattate le cause psicologiche sottostanti.

L'anoressia nervosa è direttamente collegata ad una debolissima salute mentale.

Ha connessioni con i disturbi e le sofferenze psicologiche come la depressione, l’ansia, la bassa autostima, la dipendenza e l’autolesionismo.

 

Bulimia nervosa

Solitamente indicata solo come “bulimia”. Come l'anoressia nervosa, la maggior parte delle persone che soffre di bulimia sono giovani donne sotto i 35 anni. Ciò nonostante non è insolito riscontrare che anche le donne e gli uomini più adulti possano soffrirne.

 

In contrasto con l'anoressia, chi ha la bulimia tende ad avere un peso normale, con un BMI normale. Oppure un BMI che oscilla troppo. Pertanto, dalle persone non competenti, la sofferenza e il disturbo bulimico sono difficili da identificare. Chi ne soffre si abbuffa, consumando grandi quantità di cibo in un breve lasso di tempo. Tendono poi a scaricare l'enorme quantità di cibo consumato da ciò che è noto come spurgo. Lo spurgo del cibo è causato da vomito o assunzione di lassativi. Nel tempo, il vomito indotto fa consumare e addirittura perdere i denti, lesiona ed indurisce la pelle delle nocche.

 

I segni della bulimia che i familiari, gli amici, le persone vicine possono osservare sono: alito cattivo e scarsa salute dei denti, nocche arrossate, tendenza a non mangiare in pubblico, comportamenti aggressivi e a volte sbalzi repentini di peso. Frequenti sono i viaggi in bagno, gli accumuli di cibo e gli involucri alimentari trovati in posti insoliti.

 

Depressione, ansia, scarsa autostima, scoppi d'ira e letargia sono stati collegati a chi soffre di bulimia.

 

Disturbo da alimentazione incontrollata (BED)

E’ una sofferenza che si manifesta anche attraverso i pasti frequenti. I comportamenti sono come quelli descritti per la bulimia ma in genere senza lo spurgo. Di conseguenza, le persone che ne soffrono tendono ad essere generalmente malsani e sovrappeso con BMI che indica: sovrappeso, obesi o gravemente obesi. I tentativi di dieta o di limitare l'assunzione di cibo, normalmente, funzionano solo a breve termine. Si arriva, in taluni casi clinici, ad un intervento fisico tramite chirurgia invasiva per limitare la capacità dello stomaco. La chirurgia (ripeto: invasiva) da sola non è, ovviamente, per queste persone l’unica risposta, in quanto la sofferenza e i conflitti psicologici sottostanti sono probabilmente la causa effettiva.

 

Il BED è il più comune tra i disturbi alimentari tra gli adulti. Con meno risalto dell'anoressia o della bulimia, un errore comune nei casi di BED è credere che il sovrappeso di chi ne soffre è dovuto esclusivamente alla scarsa forza di volontà nel seguire un’alimentazione più adeguata.

 

Bassa autostima, abuso e depressione sono legati al BED.

 

 

Ortoressia nervosa

Definito paradossalmente un'ossessione malsana per un'alimentazione sana.

 

L'ortoressia nervosa è probabilmente la più fraintesa di tutti i disturbi alimentari. Solo recentemente riconosciuta dagli operatori sanitari, introdotto nell'ultima edizione del Manuale Statistico Diagnostico della salute mentale (DSM-5). Gli individui sviluppano una fissazione per il mangiar sano. “il cibo giusto” diventa un pensiero ossessivo.

 

I fabbisogni alimentari diventano progressivamente sempre più restrittivi nella ricerca di un'alimentazione perfetta, che porta paradossalmente, appunto, a problemi di salute fisica e mentale.

 

Il comportamento ossessivo-compulsivo, il perfezionismo, l'ansia generalizzata e le relazioni disfunzionali sono segni comuni legati all'ortoressia.

 

Per riassumere

 

I disturbi del comportamento alimentare sono ancora molto frequenti: probabilmente tutti conosciamo o ci è capitato di conoscere qualcuno che ha una relazione malsana, ossessiva, sofferente, ingombrante con il cibo. La maggior parte non cercherà aiuto finché non saranno “sfidati” da familiari, amici o datori di lavoro. E’ una sofferenza psichica con la quale spesso chi ne soffre ci si identifica opponendosi fortemente a tentativi di guarigione. In questi casi consiglio di non far finta di niente e di cercare un confronto con professionisti del settore, che non hanno tanto a cuore il peso ideale e la forma fisica così quanto ciò che causa una relazione non sana con te stesso e talvolta con chi ti circonda. Potrebbe essere un passo giusto chiedere aiuto, una scelta che potrebbe condurti in un’esistenza migliore per te.

 

Per un intervento, aiuto, supporto o consigli su qualcuno che si pensi possa soffrirne, contatta uno psicoterapeuta professionista con una formazione adeguata ed esperienza con i disturbi del comportamento alimentare.

 

 

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